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Il desiderio di rilasciare un "album complementare", di natura strumentale e che mettesse in luce il lato più ambient dei Riverside, era da tempo nelle menti di Mariusz Duda e compagni. "Eye Of The Soundscape", in uscita nella seconda metà di ottobre, rappresenta finalmente la concretizzazione di tale desiderio, attraverso una buona combinazione tra pezzi che, dal 2007 al 2015, avevano trovato posto solo nella sezione bonus dei dischi della band e quattro inediti, registrati a partire dall'inizio del 2016.

Sarebbe giusto che questo lavoro ricevesse un giudizio oggettivo e staccato da quello che la recente storia dei Riverside ci racconta, ma, dopo la prematura e sconvolgente scomparsa del talentuoso chitarrista Piotr Grudzinski e il conseguente annuncio riguardo il futuro della band, è molto difficile giudicare "Eye Of The Soundscape" semplicemente attraverso le considerazioni espresse sopra. D'altra parte è lo stesso Mariusz a parlarne come un capitolo di svolta, dopo la (da lui non ufficialmente rinominata) "crowd trilogy" rappresentata dalle precedenti tre release.

Si tratta di un lungo album diviso in due parti, la prima delle quali maggiormente focalizzata su componimenti più datati, la seconda invece concentrata sul recente passato. Ciò non può che, in qualche modo, sottolineare l'intenzione della band di svoltare verso nuovi orizzonti, a maggior ragione se si considera che in chiusura del primo disco troviamo i due bellissimi atti di "Night Session", bonus track di "Shrine Of New Generation Slaves", mentre nel secondo troviamo per intero la "Day Session", registrata come materiale aggiuntivo dell'ultimo capolavoro "Love Fear And The Time Machine".

Un nuovo giorno dopo la travagliata notte.

I pezzi nuovi sono uniformemente distribuiti (due per disco) e si adattano perfettamente alla definizione ambient che viene fornita per la release. Tra questi vi è il singolo in apertura "Where The River Flows", che stabilisce subito (assieme all'artwork) un chiaro contatto con il precedente e già citato LFTM. Non è da sottovalutare poi la qualità dei brani remixati, come "Rapid Eye Movement", ai quali viene data nuova vita tramite un alleggerimento dei sintetizzatori, in favore di una maggiore pulizia delle loro linee principali.

A prescindere dalla natura di "Eye Of The Soundscape" e da tutto quello che è il background che lo accompagna, è sempre un piacere avere tra le mani del materiale rilasciato dal gruppo di Varsavia, ormai garanzia di tecnica musicale e qualità di registrazione. Lo stile strumentale e atmosferico non è comunque nulla di nuovo nel pacchetto dei Riverside e può contare da sempre sull'egregio lavoro alle tastiere di Michal Lapaj, ma si trova ora, per la prima volta, ad essere padrone assoluto della scena. Non sappiamo come sarà il futuro, ma questa collezione ci proietta verso un sound che, sebbene sicuramente impoverito nell'anima dall'assenza della chitarra di Piotr, ci lascia fiduciosi di un progetto che ha scelto di continuare senza un chitarrista designato, nel pieno rispetto della gloriosa storia dei Riverside.

Publication

2016-10-15

Reviewer

Federico Barusolo

Rating

8